certificazione energetica
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La Certificazione energetica volontaria. Qualità e Garanzia dell'intervento

Nella selva di certificazioni e protocolli ad oggi esistenti, optare per una certificazione di sostenibilità energetica volontaria degli edifici è sicuramente un’opportunità per garantire ai committenti la qualità del loro investimento

Queste certificazioni volontarie sono infatti rilasciate da Enti terzi, super partes, che operano attraverso rigidi protocolli e controlli periodici di progetto ed in cantiere. Di origine tedesca (PassivhausInstitut di Darmstadt) ma in rapida diffusione anche sul territorio italiano, la certificazione PassivHaus. Il primo edifico certificato risale al 1989 e ad oggi migliaia di edifici, in tutto il mondo, sono stati costruiti con questo standard

schema di una casa passiva

Ma che cos’è una Passivhause, in italiano, una “casa passiva”? Si tratta di un edificio a bassissimo consumo energetico, con un alto livello di comfort abitativo indoor. La ridotta quantità di energia necessaria per il riscaldamento deriva dagli apporti solari gratuiti esterni che vengono sfruttati al meglio e dall’energia interna “di scarto”, che viene recuperata; per questo si dice “passivo”, perché “non fa nulla”: spesso non ci sono impianti convenzionali di riscaldamento ed il benessere e comfort indoor sono garantiti dalla corretta e minuziosa progettazione di ogni dettaglio costruttivo e dalla accurata e fedele realizzazione in cantiere degli stessi

schema di una casa passiva

Una Passivhause non è una costruzione vincolata ad una specifica tipologia costruttiva, ovvero muratura, cemento armato, legno,ma devono essere rispettati precisi criteri costruttivi che mirano essenzialmente ad ottenere un involucro altamente performante in termini di coibentazione termica e di tenuta all’aria. Per capire meglio quanto sia esiguo il fabbisogno termico di una Passivhaus basti pensare che per scaldarla potrebbero bastare 35 candele oppure una mucca nel nostro salotto oppure il calore profuso durante una cena tra amici oppure un asciugacapelli acceso!

schema di una casa passiva

A parte queste bizzarre soluzioni, si può affermare che per riscaldare una Passivhaus di 100 mq sono sufficienti solo 120 euro all’anno. Questi valori non sono ipotetici, ma verificati in edifici già realizzati e monitorati per constatare effettivamente l’efficacia del metodo costruttivo, così come sono monitorati anche i costi costruttivi che si aggirano attorno all’8% in più rispetto ad un edificio costruito secondo le attuali normative. La sfida oggi è quella di riuscire a contenere questi costi di costruzione, senza perdere l’elevata qualità costruttiva finale,in modo da rendere l’investimento per una Passivhaus accessibile ai più e paragonabile a quello per un edificio concepito nello standard energetico minimo previsto dalla normativa vigente

schema di una casa passiva

In Piemonte, nel 2014, è nata l’associazione regionale IG Passivhaus Piemonte e Valle d’Aosta: un network di professionisti con lo scopo di divulgargli standard costruttivi Passivhaus sul territorio affinché progettisti, artigiani e cittadini diventino consapevoli delle possibilità costruttive esistenti oggi e capaci di scegliere la strada immobiliare giusta per il futuro proprio e dei propri figli. Lo standard costruttivo Passivhaus è infatti lo strumento per realizzare gli NZEB (edifici a energia quasi zero) così come richiesto dalla normativa europea per tutti i nuovi edifici partire dal 2020. Quindi, se state per costruire casa, fate la “casa giusta”… fatela passiva! Lo studio Energycare potrà seguirvi nel concepire la vostra Passivhaus, dalla progettazione alla realizzazione in cantiere, offrendo la propria consulenza anche durante l’iter di certificazione

schema di una casa passiva

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